Lo zucchero raffinato fa male e crea dipendenza. Proprio come l’eroina

La dipendenza da zucchero  è pari, se non peggiore, a quella da eroina. È questa la conclusione a cui giungeva, nel 2013, il Daily Telegraph, dopo aver raccontato sulle proprie pagine l’esperienza della nutrizionista australiana Jacqueline Alwill. La posizione assunta dal quotidiano britannico è l’ennesima conferma della tesi secondo la quale lo zucchero raffinato fa male, soprattutto se assunto in quantità elevate. Un’opinione condivisa anche dall’American Heart Association e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che a più riprese hanno raccomandato un consumo massimo di zucchero pari a 6 cucchiaini al giorno per le donne e a 9 per gli uomini – per capire la portata di queste cifre basti pensare che, secondo gli esperti, ogni mese una persona consuma in media circa 2 kg di zucchero -.

Ancora più pericolosa perché sottovalutata, la dipendenza da zucchero può avere un impatto molto negativo sul nostro organismo: lo zucchero raffinato fa male perché porta ad aumenti generalizzati di peso, eleva a potenza il rischio di diabete, provoca stanchezza cronica, può causare la caduta dei capelli, favorisce la comparsa della cellulite, indebolisce ossa e denti e può causare la resistenza all’insulina.

Lo zucchero raffinato fa male

Perché lo zucchero raffinato fa male?

Veniamo a una delle domande cruciali: perché lo zucchero raffinato fa male? Sebbene la scienza non si sia ancora espressa sullo zucchero di canna, gli esperti hanno dimostrato senza ombra di dubbio che lo zucchero raffinato fa male. La causa è da ricercare nel processo di raffinazione, che non solo priva il saccarosio di qualsiasi beneficio ed elemento nutritivo, ma lo rende anche altamente pericoloso e potenzialmente cancerogeno – conclusione a cui è giunto anche Taubes, autore del bestseller The case against sugar –.

Lo zucchero raffinato fa male soprattutto a causa del complicato processo di raffinazione: per diventare bianco, lo zucchero bruno viene trattato con latte di calcio, CO2 e acido solforoso; al termine del processo, dei coloranti derivati dal catrame petrolifero sono utilizzati per rendere i granelli ancora più luminosi e brillanti. Le sostanze utilizzate per la raffinazione non solo privano lo zucchero di tutte le sue proprietà e dei sali minerali, ma sono anche altamente pericolose per la salute e potenzialmente tossiche. L’ennesima dimostrazione: in The case against sugar, Taubes riporta dei documenti che proverebbero come negli anni ‘60 le grandi aziende di zucchero avessero corrotto tre scienziati di Harvard per modificare i risultati dei propri esperimenti e per minimizzare il legame tra lo zucchero e le malattie cardiache.

 

Come liberarsi dalla dipendenza da zucchero?

Liberarsi dalla dipendenza da zucchero non è semplice. Proprio come succede nel caso dell’eroina, se si riducono drasticamente le quantità di zucchero ingerito, il nostro organismo si ribella ed entriamo in una sorta di crisi di astinenza. Eppure le alternative non mancherebbero: melassa, xilitolo, miele, stevia, sciroppo di riso sono solo alcuni dei dolcificanti presenti in natura che potrebbero tranquillamente sostituire il saccarosio.

Come liberarsi, allora, dalla dipendenza da zucchero? La naturopatia si è mossa per tempo e ha lanciato sul mercato degli integratori naturali efficaci. Ne è  un esempio il Sedalfam, un riequilibratore della fame made in Italy nato e pensato per supportare la modifica della routine alimentare e per contrastare la dipendenza da zucchero e dolci.

Se assunto in piccole quantità lo zucchero non ha alcun impatto sul nostro organismo. E, sicuramente, lo zucchero non è il responsabile di tutti i mali. Ma una cosa è certa: superare la dipendenza da zucchero è il primo passo per stare bene con se stessi e per iniziare a seguire una corretta alimentazione.

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