Dall’Inghilterra: il pesto fa male. È davvero così?

La notizia è rimbalzata sui giornali inglesi nella giornata di ieri. Un esperimento condotto dal gruppo Consensus Action on Salt and Health (CASH) avrebbe dimostrato che il pesto fa male: stando ai risultati dello studio, un piatto di pasta al pesto conterrebbe più sale dell’hamburger del McDonald, dell’acqua del mare e di 100 grammi di noccioline. Un dato allarmante, che, secondo il CASH, dovrebbe far riflettere tutti i genitori che somministrano il pesto ai propri figli e che, così facendo, rischiano di fornire loro, inconsapevolmente, quantità di sale superiori al fabbisogno giornaliero. Stando a quanto riportato sulla propria relazione dal CASH, l’azienda produttrice presa in esame – l’impresa italiana che vende più pesto in Gran Bretagna – non rispetterebbe le disposizione del Ministero della Salute britannico e non indicherebbe in maniera chiara sull’etichetta l’elevato contenuto di sale.

 

Il pesto fa davvero male?

Ma, alla fine, il pesto fa male? Le proprietà del basilico e dell’aglio, due ingredienti base del condimento, smentiscono questa tesi: le due erbe officinali svolgono un’azione depurativa su fegato e intestino, fanno bene al cuore, migliorano la circolazione del sangue e abbassano il colesterolo. E le proprietà del basilico e dell’aglio non sono l’unico motivo per cui un piatto di pasta al pesto farebbe bene alla salute: i pinoli e l’olio d’oliva, ad esempio, sono ricchi di minerali preziosi e contribuiscono a migliorare la salute della pelle e delle articolazioni. Detto questo, occorre saper scegliere il pesto migliore: quello industriale non è uguale a quello fatto in casa e se presenta un elenco di ingredienti troppo lungo potrebbe non essere di alta qualità. Il consiglio è sempre lo stesso: prima di acquistare qualsiasi prodotto industriale, dedicate qualche minuto alla lettura di tutte le etichette presenti sulla confezione.

pesto

Quale pesto scegliere? La ricetta originale del pesto

Ma allora, il pesto fa male? No, almeno nella maggioranza dei casi.

Quale pesto conviene scegliere? Naturalmente quello preparato nel rispetto della ricetta originale.

Per preparare un pesto doc è sufficiente schiacciare le foglie di basilico in un mortaio e aggiungere dell’aglio sminuzzato, del sale in grani, del parmigiano grattugiato – altre ricette consigliano il pecorino –, i pinoli e l’olio extravergine d’oliva.

Tornando alla ricerca del Consensus Action on Salt and Health, su almeno un punto ha sicuramente ragione: il cibo troppo salato nuoce alla salute. Made in Italy o no, col sale è sempre meglio non esagerare.

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